Le motivazioni della Consulta contro il Lodo Alfano

la-legge-e-uguale-per-tutti-2.jpgIl Lodo Alfano “attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo, che non e’ desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, e’ privo di copertura costituzionale”. Questo quanto si evince dalle cinquantotto le pagine della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Lodo Alfano.

 

“Non e’ configurabile una preminenza” del presidente del Consiglio rispetto ai ministri “perche’ egli non e’ il solo titolare della funzione di indirizzo del Governo, ma si limita a mantenerne l’ unita’, promuovendo e coordinando l’ attivita’ dei ministri, e ricopre percio’ una posizione tradizionalmente definita’ di ‘primus inter pares’ “.

“Anche la disciplina costituzionale dei reati ministeriali conferma che il presidente del Consiglio e i ministri sono sullo stesso piano”. e aggiunge: “non e’ configurabile una significativa preminenza dei presidenti delle Camere sugli altri componenti, perche’ tutti i parlamentari partecipano all’ esercizio della funzione legislativa come rappresentanti della Nazione e, in quanto tali, sono soggetti alla disciplina uniforme dell’ art. 68 della Costituzione” sull’ immunita’.

A questo link le motivazioni complete della bocciatura.

Quindi Silvio Berlusconi, anche se eletto con mandato del popolo (come ripete continuamente) è esattamente uguale a tutti noi nei confronti della legge.

 

Le motivazioni della Consulta contro il Lodo Alfanoultima modifica: 1970-01-01T01:00:00+01:00da articolo_21
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