Alitalia: di chi è la colpa? Come si stravolge una notizia.

e7915c665d4b1e85695ca2ce65418c7f.jpgIl caso Alitalia è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di informare in maniera corretta gli italiani.

Ricordate poco prima delle elzioni cosa disse Berlusconi? “Dopo il 14 aprile ci sarà la cordata!”

Oggi è 23 aprile qualcuno ha visto la cordata?

Consiglierei a Berlusconi di rivolgersi a “Chi l’ha visto?” o farebbe meglio a dire che era la solita bufala elettorale.

Avete sentito mai nessun giornale parlare della cordata mai materializzata dopo le elezioni?

Berlusconi parlava della cordata in piena trattativa con AirFrance, unico acquirente veramente interessato ad Alitalia.

 Pochi giorni fa Berlusconi annunciava la cordata e un’alleanza con la russa Aeroflot, dopo l’incontro con Putin.

Ma anche questa notizia non è stata confermata.

Ieri, direi giustamente, Airfrance ha sbattuto la porta ed è andata via.

Cosa pensereste voi se uno vuole vendervi una macchina “da riparare” ma vedete che tentenna, parla di altri acquirenti, vuole i numeri? Lo mandereste a quel paese!

Quest’esempio giusto per capire come sono andate le cose.

Berlusconi è stato per settimane a dire che ad Airfrance non si vende, che c’è la cordata italiana e ora sapete a chi dà la colpa? Ai sindacati!!!! 

Ma vi rendete conto? La colpa è sua, ma va dicendo al mondo che i responsabili sono i sindacati e Prodi. 

E la stampa italiana gli và dietro, mai nessuno che spieghi come stanno realmente le cose, poi ci lamentiamo di Berlusconi.

Iniziasse la stampa ad essere obiettiva e a lecchinare meno Silvio Berlusconi.

Intanto la Lega vuole la liquidazione.

Ma ci sarà qualcuno preoccupato di 10000 posti di lavoro?

Invece di parlare e dire cavolate, ci interessiamo una buona volta dei lavoratori che non sono numeri, ma persone con famiglia?

Alitalia: di chi è la colpa? Come si stravolge una notizia.ultima modifica: 2008-04-23T10:25:00+02:00da articolo_21
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6 pensieri su “Alitalia: di chi è la colpa? Come si stravolge una notizia.

  1. Penso che l’opinione pubblica possa farsi la propria soprattutto in base all’emotività derivante dalla propria fede politica, perchè i fatti che conosciamo derivano solo ed esclusivamente dalle informazioni delle TV e giornali. Le domande che io pongo sono due: perchè, in una logica di libero mercato, non si venduta Alitalia al miglior offerente? E perchè si è scartata la trattativa con AirOne.

  2. Quello che ha scritto l’articolo chissà come si sentirà imbarazzato nell’apprendere la notizia che sta uscendo la “cordata” decisamente definita “fantasma” dalla sua modestissima penna.
    Insieme ai suoi degni compari intervenuti in massa sui vari blog a cantare la stessa nenia dovrebbe aver la faccia di scrivere che si ricrede.Ma non sarà così.Correrà a rifornirsi di idee presso la redazione dell’ “Unità” per seguire le nuove istruzioni

  3. Sacripante per tu informazione quando la Cordata ci sarà sul serio con fatti, contratti scritti e firmati poi ne riparliamo. I fatti non le parole, i fatti. La Cordata si vede? Mah, vallo a spiegare ai 10000 lavoratori che attendono, poi vieni qui e ne riparliamo. Se e quando ci sarà sarò il primo a pubblicarlo, ma per adesso di concreto c’è solo la “Fuga” di Airfrance, unico acquirente. Per tua informazione non sono uno stipendiato dell’Unità, ma penso che a te farebbe bene leggere non solo “Il Giornale”, ma approfondire la tua cultura leggendo anche altre testate. Se permetti oggi è 24 aprile ma la Cordata c’è solo in parole, in stato forse embrionale, ma allo stato dei fatti, NON C’E’!

  4. AirOne, banche e industriali
    un miliardo dalla cordata italiana
    MILANO – Ora che il prestito ponte da 300 milioni è assicurato e Berlusconi ha vinto le elezioni si comincia a capire qualcosa di più della famosa cordata italiana per Alitalia che ha infiammato gli ultimi giorni di campagna elettorale. Lo schema a cui sta lavorando da qualche settimana Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal Cavaliere di sondare alcuni investitori per un eventuale intervento in Alitalia, in realtà è molto semplice. Le risorse complessive da mettere in campo sono stimate tra 700 milioni e un miliardo di euro da suddividersi in tre diverse categorie di investitori. Un terzo dovrebbe spettare a Carlo Toto, il patron di AirOne che potrebbe conferire la sua compagnia aerea, dotata di preziose opzioni su nuovi aerei, in cambio di una partecipazione azionaria importante ma non maggioritaria; un altro terzo delle risorse verrebbe versato dalle banche e l’ultimo terzo da una cordata di imprenditori privati. Una volta costituito questo “nocciolone” di investitori tutti battenti bandiera italiana si avrebbe la base sufficiente per negoziare una partnership con una importante compagnia straniera, da posizioni di forza e senza essere costretti ad accettare proposte irricevibili come quella sollecitata ad Air France-Klm.

    Se questo è lo schema cui stanno lavorando gli uomini vicino a Berlusconi è abbastanza intuibile come lo sforzo finanziario richiesto agli imprenditori sia tutto sommato limitato. Circa 300-350 milioni di euro da suddividersi tra coloro che aderiranno alla chiamata del governo. Tra questi ci sarà sicuramente Salvatore Ligresti, uscito ieri allo scoperto dopo le ultime indiscrezioni, ma è possibile che anche la Pirelli di Marco Tronchetti Provera possa mettere una piccola quota giustificando l’intervento con la necessaria salvaguardia di Malpensa. Ma anche finanzieri di lungo corso come Francesco Micheli potrebbero non tirarsi indietro di fronte alla possibilità di mantenere Alitalia in mani italiane e magari fare anche un buon affare.

    C’è però una pre-condizione da soddisfare prima di parlare di cordate e di interventi: bisogna conoscere il reale stato di salute dell’azienda. Gli ultimi numeri disponibili risalgono infatti all’autunno 2007 e nessuno, a parte Air France, ha potuto condurre una due diligence sui libri contabili. Senza la dovuta trasparenza, dicono fonti vicine alla trattativa, nessuno sarebbe disposto a metterci un euro. Dunque la diplomazia che sta lavorando intorno al salvataggio di Alitalia, in particolare il sottosegretario uscente Enrico Letta e il vicepremier entrante, suo zio Gianni Letta, potrebbero accordarsi entro breve affinché il cda di Alitalia permetta di visionare l’azienda dall’interno.

    Tutto ciò per evitare che si scivoli verso il commissariamento: una soluzione che non dispiacerebbe ai potenziali investitori ma che Berlusconi vorrebbe evitare a tutti i costi in quanto politicamente poco edificante. Il futuro premier ieri ha parlato di sacrifici da fare sul fronte del personale della compagnia di bandiera, ma allo stesso tempo ha assicurato che il governo non lascerà nessuno per strada.

    Se nelle prossime settimane Berlusconi riuscisse a fornire indicazioni precise anche su questo fronte la cordata italiana compierebbe un significativo passo in avanti. E per tornare ai potenziali investitori, mentre sembra molto improbabile una discesa in campo dell’Eni se non altro perché il futuro titolare del ministero dell’Economia, azionista della società petrolifera, sembra contrario a una diversificazione nel settore dei trasporti, sul fronte del coinvolgimento delle banche non si può escludere niente. Intesa Sanpaolo da molti mesi a questa parte ha manifestato la sua disponibilità ma alla banca guidata da Corrado Passera potrebbero aggiungersene altre, come per esempio Mediobanca ripetendo a grandi linee quell’impostazione che le vede presenti entrambe in Telecom Italia. Dunque, al di là delle parole, qualcosa si sta muovendo nella costituzione della cordata italiana per Alitalia, anche se non si è ancora entrati nella fase operativa. L’importante, dicono fonti vicine ai potenziali investitori, è che anche a sinistra si stiano rendendo conto che ha senso mantenere la compagnia di bandiera entro i confini nazionali. E soprattutto che così facendo si evita il ridimensionamento di Malpensa proprio quando sarebbe necessario un suo potenziamento in vista dell’Expo del 2015.

  5. Grazie Luperto per la dettagliata e puntuale esposizione.
    Indirettamente la posso usare per rispondere ad administrator.Chi vivrà vedrà

  6. Resta da chiedersi perchè Alitalia è passata da una delle migliori compagnie alla situazione attuale. Posso sbagliarmi ma mi sembra che tutto inizi con Malpensa….

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