Ecco i siti per le Centrali Nucleari

mappa-centrali-piccole-A.jpgAnche se il Governo Berlusconi non ne da notizia, impedendo ai canali d’informazione ufficiali di parlarne, i siti per la collocazione delle prime centrali nucleari in Italia sono già noti da tempo.

La notizia sarà data ufficialmente dopo le elezioni Europee di Giugno, perché Berlusconi teme che questa notizia possa sottrarre voti al PDL.

Certo ritrovarsi una centrale sotto casa non è il massimo, anche per un elettore di centro-destra.

Mentre la Germania dismette il nucleare e va verso il solare, l’Italia pensa alla costosa e pericolosa energia nucleare.

Sicuramente in Germania c’è molto meno sole (intendo giornate di sole e orario) che in Italia, o no? 

Ma perché il primo impianto non lo costruiamo ad Arcore?

Le centrali saranno pronte nel 2020 quando gli scenari economici attuali saranno mutati in chissà quale cosa.

Questi i siti ufficiali (già scelti da un’apposita Commissione):

  • Oristano – Sardegna;
  • Palma (Agrigento) – Sicilia;
  • Mola di Bari – Puglia;
  • San Benedetto (AP) – Marche;
  • Termoli (CB) – Molise;
  • Scanzano Jonico (Matera) – Basilicata;
  • Garigliano – Lazio;
  • Latina – Lazio;
  • Ravenna – Emilia-Romagna;
  • Scarlino – Toscana;
  • Chioggia (PD) – Veneto;
  • Fossano (CN) – Piemonte;
  • Caorso (PC) – Emilia-Romagna;
  • Trino VC) – Piemonte;
  • Monfalcone (Gorizia) – Friuli Venezia Giulia.

Ingrandire la mappa cliccandoci sopra.

mappa-centrali-piccole-2.jpgmappa-centrali-grandi-2.jpg

Ecco i siti per le Centrali Nucleariultima modifica: 2009-03-02T09:12:00+01:00da articolo_21
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14 pensieri su “Ecco i siti per le Centrali Nucleari

  1. Il nord ha tante centrali nuclerari quante ne ha il sud… ma quanto consuma il nord e quanto il sud?
    A parità di centrali quanti siti di stocaggio ci sono al sud e quanti al nord?
    Certo si tratta di denaro pubblico sprecato in entrambi i casi,
    si tratta di disastri ambientali in entrambi i casi,
    si tratta di mancate occasioni di creare energia pulita in entrambi i casi.
    Però non vengano a raccontarci poi che questo governo fa il bene del sud. (non lo fa nemmeno del nord in realtà)

  2. Questo “coso immondo” mi sta incattivendo oltre misura, dopo la “conferenza stampa” dell’elogio alla puttanocrazia e a se stesso, ho capito che si, attuerà il suo mortifero programma energetico, con ogni mezzo.
    Un paese che può produrre energia pulita senza troppi sforzi economici sotterrato da scorie…lui mi fa pensare a Pavese:
    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…

    Ps
    Ti ho copiato le immagini e l’elenco, posso usare entrambi per un post sul tema?

  3. Una piccola puntualizzazione anzitutto: Chioggia è in provincia di Venezia!
    Se si confermasse vera l’inclusione di questa città tra i siti papabili per il ritorno al nucleare si sarebbe raggiunto il colmo della follia:
    Chioggia si trova a cavallo tra mare e laguna veneta, immersa in un ecosistema delicatissimo e per altro protetto (è area SIC per la comunità europea), in una zona di subsidenza con falde acquifere a pochi metri di profondita.
    Oltretutto basa la propria economia sul turismo balneare(!!!), e già il fatto di essere menzionata in questo elenco potrebbe rappresentare un colpo non indifferente all’immagine della località con ripercussioni economiche importanti. Se fosse vero ce ne sarebbe abbastanza per chiedere i danni al governo…

  4. sembra che molti di noi non siano d’accordo con questo programma nucleare scellerato che non tiene conto della volontà popolare, ma cosa facciamo? nulla, mentre il governo continua ignorandoci come se fosse il padrone dell’Italia…perchè glielo permettiamo?

  5. Il problema del nucleare è in primis di sicurezza: le attuali tecnologie ci mettono a riparo da potenziali rischi in tutta la catena industriale (dalla centrifuga d’arricchimento allo stoccaggio delle scorie)?
    Subito dopo c’è l’aspetto economico: conviene o no fare centrali? Qual’è il costo al kw/h considerando l’intero ciclo produttivo? Quanto costerà e che disponibilità ci sarà di combustibile per fissione nel periodo 2020-2040 (considerando un ciclo vitale di almeno 20 anni per una centrale)?
    Non credo negli approcci dogmatici, sia da un lato che dall’altro sono deleteri. Il no al nucleare dell’Italia fu formulato sull’onda dell’emotività collettiva per un incidente che da noi non sarebbe mai accaduto (e, infatti, non si è più ripetuto), quello della Germnia fu un modo per dare un contentino al potente partito verde in un governo di coalizione un po’ scricchiolante. Però il sì al nucleare non tiene conto della vera incognita, cioè il futuro: che fine faranno le scorie? E i siti con centrali dismesse a che destino andranno incontro tra uno o due secoli? Inoltre, lo ripeto, i calcoli economici sono molto dubbi: secondo alcuni sono un pessimo affare che si scarica sulla collettività, secondo altri non è così, eppure, nessun privato si sobbarcherebbe mai nell’impresa di farsene spontaneamente una, per quale motivo? Un ultimo dubbio, mediamente nei paesi nuclearizzati questo tipo di energia fornisce circa il 15% del fabbisogno complessivo, poi c’è l’altro 85 che è quel che è… ma siamo certi di non poter fare di meglio che reiscriverci nel club dell’atomo?
    Detto questo, non sono di per se contrario, convincetemi solamente che sia giusto riaprirne.
    Qualcuno mi risponde? Grazie.

  6. sono perfettamente d’accordo con Roby! E, a proposito di ignoranza, basta documentarsi un po’ (vedi per es. l’opinione in merito di Rubbia, il nobel per la fisica, o di altre fonti piuttosto accreditate di cui la rete è piena) per aprire la mente e capirne un po’ di più, andando oltre le mere distanze chilometriche!!

  7. no al nucleare a mola di bari vergogna governo berlusconi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    si alle energie rinnovabili (visitate il sito http:noalnucleareamola.jimdo.com )

  8. La scelta del nucleare è probabilmente una delle scelte più sbagliate che l’italia possa fare e a sostegno di questo si possono porre molti esempi.
    innanzitutto è bene sapere che le future centrali nucleari saranno quelle che la Francia ci venderà ( di 2° mano! )dopo averle smantellate, per passare a quelle di 3° generazione. In questo modo ci troveremo delle centrali già vecchie e con sistemi di sicurezza di livello medio-basso.
    Avremmo inoltre grossissime difficoltà a gestire gli enormi costi di manutenzione, poichè ogni venti anni le centrali dovrebbero essere revisionate e restaurate completamente (ponendo sempre come esempio la Francia, paese economicamente più ricco di noi, che per mancanza di fondi ha esteso gli anni di revione da 20 a 30, decennio nel quale si è esposti a qualsiasi pericolo, poichè la garanzia di sicurezza è scaduta).
    Le scorie radioatttive rappresenteranno un altro grave problema, considerando il fatto che facciamo fatica a smaltire anche la spazzatura.
    L’Italia è poi un paese con altissima densità antropologica, ciò significa che in qualsiasi parte dove sorgeranno le centrali ci saranno paesi con migliaia di abitanti a sorbirsi la radioattività.
    Infine il nucleare non sarà mai completamente controllabile dall’uomo, poichè è sempre presente l’incognita “caso” che per qualche errore potrebbe scatenare disastri.
    di esempi dell’insicurezza ormai ne abbiamo molti: Chernobil, three mile island, Fukushima (perfino il Giappone che è uno dei paesi tecnologicamente più avanzati non ha saputo fare niente per prevenire il disastro) e tutte le altre “fughe” radioattive nascoste ai giornali perchè valutate “cose che accadono”.
    Per convincerci che questa è la scelta sbagliata dobbiamo proprio provarla sulla nostra pelle?
    Riflettete…

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